7 Ottobre 2019

I controlli sugli alimenti

I controlli sugli alimenti

In Italia i controlli sugli alimenti sono fatti dalle Asl e non dai Nas. Perché il ministero della Salute non lo dice.

Secondo il Piano nazionale integrato pubblicato pochi giorni fa dal ministero della Salute, la maggior parte dei controlli sugli alimenti in Italia sono fatti dalle “autorità competenti”. Dietro questa anonima categoria ci sono migliaia di veterinari, medici e tecnici delle Asl che operano tutti i giorni e fanno il grosso dei controlli e delle ispezioni, con numeri dieci volte superiori a tutti gli altri enti pubblici.

Per motivi sconosciuti questo esercito di specialisti non trova un riscontro nel voluminoso documento, anche se hanno effettuato 510.440 ispezioni su 1.335.753 diverse attività produttive riscontrando 33.895 non conformità, visitando: aziende, mercati all’ingrosso, punti vendita e in tutta la filiera. Questi controllori hanno anche inflitto 7.285 sanzioni, ed effettuato 509 denunce di reato e 957 sequestri. Sono stati inoltre eseguiti 9.874 audit riscontrando 2.852 esiti non conformi….

Per capire la differenza tra gli operatori delle Asl e gli altri basta confrontare i numeri con l’attività di enti come i Nas (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri) che hanno condotto nell’ambito alimentare solo 31.479 accertamenti, oppure l’Icqrf del Mipaaf che ha fatto 54.098 controlli antifrode, su circa 53.000 prodotti. Ci sono poi le Capitanerie di porto che hanno espletato 26.127 verifiche lungo l’intera filiera dei prodotti ittici. Anche i Posti di ispezione di frontiera (Pif), gli Uffici di sanità marittima aerea di frontiera (Usmaf), la Guardia di finanza e altri enti hanno portato aventi attività ispettive con numeri simili.

Perché i principali controllori della filiera, quelli che fanno più della metà del lavoro totale, nel rapporto sono identificati come “autorità competenti”, senza attribuire loro un nome, come avviene invece per le altri organismi? Stiamo parlando della struttura portante dei controlli che però viene dimenticata o meglio ancora resa anonima. Non si tratta di un errore, in queste relazioni il ministero della Salute dimentica regolarmente la struttura delle Asl. Il ministero preferisce evidenziare l’attività dei Nas che si rivela quasi marginale rispetto alla complessità generale. La realtà è che, contrariamente a quanto pensano o percepiscono i cittadini, chi assicura buona parte dei controlli sugli alimenti e garantisce la salute pubblica sono i dipendenti delle Asl.

Consulta la Relazione annuale al PNI 2018

 

Articolo di Roberto La Pira scritto su “Il Fatto Alimentare” del 4/10/19

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