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Indirizzo PECL'ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Taranto ha attivato il servizio di Posta Elettronica Certificata:
GIURAMENTO
Entrando a far parte della Professione e consapevole dell'importanza dell'atto che compio prometto solennemente di dedicare le mie competenze e le mie capacità alla protezione della salute dell'uomo, alla cura e al benessere degli animali, promuovendone il rispetto in quanto esseri senzienti; di impegnarmi nel mio continuo miglioramento, aggiornando le mie conoscenze all'evolvere della scienza; di svolgere la mia attività in piena libertà e indipendenza di giudizio, secondo scienza e coscienza, con dignità e decoro, conformemente ai principi etici e deontologici propri della Medicina Veterinaria.
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Disposizione di Legge


È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 25 maggio 2009 il Decreto del Presidente del Consiglio sulle disposizioni di rilascio e sull’uso della posta elettronica certificata (PEC) e sulle modalità di attivazione del servizio mediante prcedura di evidenza pubblica. Il termine "certificata" si riferisce al fatto che il gestore del servizio rilascia al
La PEC (Posta Elettronica Certificata) è ormai un obbligo per tutti i professionisti italiani. Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo Vidoni, il Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione Renato Brunetta ha ricordato che dal 29 novembre è infatti scaduto il termine
In questi ultimi anni alcuni cittadini, a seguito della scoperta di una patologia nel cane acquistato da poco, si rivolgono al medico veterinario al fine di conoscere quali sono i loro diritti nei confronti del venditore. Il compratore, una volta informato dal veterinario dello stato clinico del cane, delle caratteristiche della malattia, delle spese che dovrà affrontare per le cure necessarie ma, soprattutto, messo a conoscenza dal medico veterinario che sicuramente la patologia o le cause scatenanti di tale malattia erano precedenti al momento dell’ acquisto, si sente leso nei suoi interessi e vuole intraprendere azioni di rivalsa nei confronti del venditore.
Nessuna norma può vietare il possesso di un animale cosiddetto di affezione (cane o gatto), pur in presenza di regolamenti che contemplino tale divieto; la Corte di Cassazione ha infatti stabilito, con diverse sentenze (n. 5078 del 30.10.1979; n. 5769 del 6012.1978; n. 832 del 5.2.1980; e altre) che tali regolamenti sono nulli in quanto limitativi della libertà personale dell'individuo, cioè anticostituzionali.
